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Un'immagine dell'interno del Santuario mariano di Częstochowa in Polonia Un'immagine dell'interno del Santuario mariano di Częstochowa in Polonia 

Fisichella: i santuari verso il Giubileo 2025, luoghi di preghiera ed evangelizzazione

"Il Santuario: casa di preghiera" è il titolo del II Incontro internazionale per i rettori e gli operatori dei santuari in programma il prossimo novembre. L'iniziativa, in preparazione all'Anno Santo, è organizzata dal Dicastero per l’Evangelizzazione. Il pro-prefetto: nel santuario le persone si sentono accolte e possono davvero fare esperienza di serenità e di consolazione

Adriana Masotti - Città del Vaticano

I santuari e la preghiera, i santuari e l'Anno Santo 2025. E ancora i santuari in mezzo ad un mondo ferito. Si terrà attorno a questi temi dal 9 all'11 novembre 2023, presso l’Aula Paolo VI in Vaticano, il II Incontro Internazionale dedicato ai rettori e agli operatori di questi luoghi di fede per eccellenza. L'iniziativa è curata dalla Sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo del Dicastero per l'Evangelizzazione di cui è pro-prefetto l'arcivescovo monsignor Rino Fisichella. All'orizzonte si profila ormai il prossimo Giubileo della Speranza ed è anche in preparazione a questo evento che i responsabili dei santuari, sono chiamati a confrontarsi. 

Locandina del II Incontro internazionale per i rettori e gli operatori dei santuari
Locandina del II Incontro internazionale per i rettori e gli operatori dei santuari

L'Incontro di novembre prosegue un cammino iniziato nel 2018, le iscrizioni sono già aperte e sarà possibile accreditarsi fino al 30 settembre. Il Santuario: casa di preghiera. In cammino verso il Giubileo 2025, sarà il tema che ha dunque al centro la preghiera nelle sue diverse forme: la "preghiera di intercessione" con la presenza di padre Ermanno Barucco, OCD, docente alla Pontificia Facoltà Teologica Teresianum, e la "preghiera del peccatore" con il padre Paul Brendan Murray, OP, docente alla Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino. "Come pregare con la musica e il canto" sarà il titolo dell'intervento di monsignor Marco Frisina, compositore e rettore della Basilica di Santa Cecilia in Trastevere. E poi, la "preghiera nell’arte" di cui parlerà David Lopez Ribes, artista contemporaneo e premio delle Pontificie Accademie 2012, e la "preghiera popolare" con il padre Daniel Cuesta Gómez, SJ, della pastorale giovanile e universitaria di Santiago de Compostela. Monsignor Rino Fisichella interverrà l'ultimo giorno dei lavori per parlare dei santuari in vista del Giubileo della Speranza. A conclusione dell'Incontro l'udienza con Papa Francesco. Ascoltare la sua parola sarà un momento importante per i rettori e gli operatori dei santuari proprio per andare avanti insieme, afferma a Vatican News il pro-prefetto Rino Fisichella, che descrive l'iniziativa e il ruolo particolare di questi luoghi per la trasmissione della fede: 

Ascolta l'intervista a monsignor Rino Fisichella

Monsignor Fisichella, il precedente Incontro internazionale per i rettori e gli operatori dei santuari si è tenuto nel 2018. Perchè è importante rinnovare questo  appuntamento dopo ben cinque anni?

È importante ritrovarsi perché i santuari sono un luogo speciale di evangelizzazione. E devo dire che da quando Papa Francesco ha dato a questo Dicastero la competenza dei santuari, c'è una dinamica che si è sviluppata sempre di più. Questi incontri per noi sono importanti perché ci consentono di incontrare direttamente i responsabili dei santuari internazionali e quindi di avere una visione non solo realista, concreta, di quello che è la vita nei santuari, ma soprattutto per l'opportunità di offrire a tutti delle linee di riflessione perché ci sia una pastorale unitaria.

La preghiera sarà al centro dell'Incontro: la preghiera di intercessione, la preghiera del peccatore, la preghiera popolare, per ricordare solo i titoli solo di alcune delle conferenze che verranno offerte ...

Assolutamente sì. Stiamo portando avanti un progetto di formazione, se così si può dire, dei nostri responsabili dei santuari. La volta scorsa il tema era Il Santuario, luogo di accoglienza perchè la prima reazione che percepisce chi va al santuario è proprio quella di essere accolto e quindi di trovare uno spazio all'interno del quale può più direttamente vivere un'esperienza di fede. Non dimentichiamo che Papa Francesco, in preparazione al Giubileo del 2025, ha desiderato che il 2024 sia un anno dedicato completamente alla preghiera. L'incontro con i responsabili dei santuari avviene a novembre e quindi siamo già nell'ingresso del secondo anno di preparazione all'Anno Santo. E questo allora ci ha portato inevitabilmente a scegliere il tema della preghiera. D'altra parte, per quanti ne hanno fatto l'esperienza, il santuario è veramente un luogo dove si prega. E ci sono tante forme di preghiera nei santuari: c'è la preghiera del silenzio, c'è la preghiera di chi contempla l'icona della Vergine e dei santi. Quanti entrano in un santuario poi portano con sé gioia, aspettative, dolore, sofferenza e quindi il santuario deve essere capace di entrare pienamente nella vita di ogni singolo pellegrino in quell'esperienza intima che lì egli pone davanti a Dio. Ecco perché il santuario diventa lo spazio all'interno del quale si può restituire serenità e si può dare una parola di profonda consolazione.

Santuario di Marija Bistrica in Croazia
Santuario di Marija Bistrica in Croazia

Che ruolo e importanza hanno i santuari in un Anno Santo e in particolare nel prossimo Giubileo della Speranza?

I santuari, per loro stessa natura, svolgono un ruolo fondamentale nella vita della Chiesa perché permettono di realizzare una pastorale che spesso è complementare a quella che viene vissuta nelle nostre comunità parrocchiali. La complementarietà è data appunto dall'essere un luogo particolare di accoglienza, un luogo del tutto speciale per la preghiera, ma anche uno spazio dove i pellegrini s'incontrano portando le esperienze più differenti e quindi si ritorna a quello che è l'antico senso del pellegrinaggio che ha toccato poi anche direttamente il Giubileo. Il pellegrinaggio è un cammino che è espressione e simbolo della vita personale di ognuno di noi. E quindi nel pellegrinaggio ci si incontra, nel pellegrinaggio ci si scambia le esperienze. Il pellegrinaggio diventa anche il luogo della curiosità perchè manifesta anche l'attesa dell'incontro e quindi è un incontro con la bellezza. Non dimentichiamo che per la maggioranza i nostri santuari sono stati costruiti in luoghi dove la natura stessa esprime la bellezza, dove le opere d'arte, la stessa costruzione degli edifici, sono delle opere d'arte che non sono altro che espressione della fede delle generazioni che ci hanno preceduto. Questa dimensione è un'autentica preparazione al Giubileo, perché il Giubileo intende esprimere questo momento particolare di incontro con il Signore che nel pellegrinaggio arriva al culmine nel passaggio della Porta Santa.

Nel corso dell'incontro di novembre ci sarà anche la presentazione di un progetto sul censimento dei santuari esistenti in Italia curato dalla professoressa Giustina Aceto, docente alla Pontificia facoltà Teologica Marianum. Ci dice qualcosa di più di questo progetto?

Sì, questa è un'iniziativa molto lodevole e quindi abbiamo chiesto che un piccolo spazio nel nostro Incontro fosse riservato a questo censimento, soprattutto per aiutare le altre Conferenze episcopali nel mondo a trovare forme similari per cercare di comprendere la presenza dei santuari nel proprio territorio. Debbo confessare che ogni volta che noi riceviamo i vescovi in visita ad limina, una delle attenzioni che poniamo è proprio quella di verificare quanti santuari ci sono in ognuna delle diocesi e devo dire che è una presenza impressionante. Possiamo dire che in tutte le diocesi del mondo c'è la presenza di un santuario.

Santuario Sainte-Anne-de-Beaupré, in Canada
Santuario Sainte-Anne-de-Beaupré, in Canada

Da questo censimento usciranno forse anche delle statistiche, delle cifre. C'è ancora una forte affluenza dei fedeli ai santuari?

Quando mi dicono che le nostre chiese sono vuote, io sono solito dire: forse le nostre chiese sono vuote, però i santuari sono pieni, e questo è un dato oggettivo in qualsiasi momento della giornata si vada. I santuari sono luogo di pellegrinaggio, le persone vanno a confessarsi. Questo è uno dei motivi per cui noi chiediamo che nei santuari ci sia sempre la presenza dei Missionari della Misericordia che sono quei sacerdoti che ricevono direttamente dal Santo Padre tutte quelle facoltà per perdonare i peccati che sono riservati appunto al Papa, alla Santa Sede. Le statistiche poi hanno un valore relativo. Devo dire, però, che certamente nei santuari che noi conosciamo, quelli più importanti, le cifre sono di milioni di persone presenti, ma anche i santuari non così famosi che noi abbiamo in Italia posso dire che hanno delle presenze annuali che superano il mezzo milione. Quindi il santuario permane realmente un luogo privilegiato di preghiera.

Preghiera notturna al Santuario di Loreto
Preghiera notturna al Santuario di Loreto

Non mancherà al termine dei lavori la parola del Papa. Ma che rapporto c'è tra Papa Francesco e i santuari? Come li vede?

Sappiamo che Papa Francesco ama profondamente la pietà popolare, perché è quella forma di spiritualità propria del popolo che trova poi le sue forme più immediate proprio nella vita dei santuari. In essi è facile incontrare le confraternite, nei santuari è facile verificare come ci siano dei riti, le processioni e tante altre forme, che sono espressione tipica della pietà popolare. Per rispondere alla sua domanda, le dico soltanto che nel programma, fra qualche settimana, della Giornata mondiale dei giovani a Lisbona, il Papa ha voluto dedicare una giornata alla visita al Santuario di Fatima. Questo dice il senso che il santuario ha per Papa Francesco. Lo vede come un luogo privilegiato della pietà popolare e quindi anche di quella fede vissuta, di quella fede che proviene dal cuore, di quella fede che è fatta dal toccare l'immagine e dal sentire una vicinanza tutta particolare con l'icona della Vergine Maria o dei santi. E in tutto questo direi che il santuario diventa, ancora una volta, un'autentica manifestazione della viva e dinamica trasmissione della fede.

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28 giugno 2023, 12:11